“L’AMICO RITROVATO”

PROGETTO DI ATTIVITA’ TEATRALE MULTIMEDIALE

( a classi aperte – classi terze ):

L’attività è rivolta alle classi terze della scuola media e si pone come obiettivo principale quello di affrontare un tema di carattere storico partendo dalla drammatizzazione teatrale, dalla messa in scena di una storia personale ( ispirata al romanzo di Fred Uhlman “L’amico ritrovato” ) da cui risalire al periodo storico in cui essa si svolge, analizzandolo attraverso le vicende dei protagonisti. L’obiettivo didattico, già ampiamente sperimentato con la stessa metodologia negli anni passati, (vedi “La notte dell’Olocausto”), è quello di avvicinare i ragazzi alle vicende storiche attraverso la partecipazione diretta ai fatti narrati , ricostruiti come ricordi personali dei protagonisti con l’ausilio di documenti storici originali audiovisivi inseriti nella narrazione.
Il teatro “multimediale” prevede l’uso di diversi linguaggi espressivi, oltre alla recitazione vera e propria : il cinema, la televisione documentaristica, le ombre cinesi, la fotografia, la danza, il sonoro ( musica, rumori di scena ecc ) e cerca di coinvolgere lo spettatore attraverso i diversi linguaggi della comunicazione, inoltre offre agli studenti la possibilità di cimentarsi con un lavoro di allestimento e di preparazione in cui ciascuno può trovare il proprio ruolo, anche piccolo, sentendosi parte attiva del gruppo.
La struttura della rappresentazione è piuttosto semplice e si basa sulla drammatizzazione classica di un racconto che è stato prima letto e rielaborato dai ragazzi, quindi sceneggiato in forma di dialoghi teatrali. La messa in scena è stata arricchita da contributi audiovisivi e costruita con l’ausilio di pochi ma essenziali elementi: un pannello girevole su cui di volta in volta si dispongono le scenografie ( gigantografie in bianco e nero ), uno schermo per diapositive, filmati e ombre cinesi. Gli attori si muovono in scena sullo sfondo delle fotografie e con pochi elementi di arredo, la recitazione è di volta in volta integrata da musiche, effetti sonori e audiovisivi finalizzati ad arricchire la narrazione e a supportarla con documenti storici originali che rendono molto serrato il ritmo del racconto ma anche molto complesso il lavoro di allestimento e di esecuzione. I movimenti di scena e le diverse parti sonore e visive devono essere perfettamente coordinate tra loro.
Un impegno notevole dunque, sia per i docenti che per i ragazzi, ai quali si richiede un lavoro corale e di grande responsabilità essendo il ruolo di ciascuno legato al risultato generale e il compito specifico di ogni alunno inserito in una struttura tecnica e narrativa certamente complessa.
C’è infatti chi recita ma anche chi sceglie i filmati o le foto da inserire e da rielaborare al computer, chi manovra le strutture sceniche, chi gestisce le diapositive e chi le luci o gli effetti sonori, in uno sforzo collettivo di collaborazione e organizzazione.
La rappresentazione ha impegnato circa 50 ragazzi, 5 docenti, strumentazioni e attrezzature diverse e si è avvalsa della collaborazione attiva dei genitori e del supporto organizzativo della scuola che ha messo a disposizione i propri mezzi tecnici ed economici che, seppure molto limitati, sono stati integrati lodevolmente dalla buona volontà di molte persone e dalla disponibilità dei docenti coinvolti, che hanno reso possibile questo lavoro impegnandosi ben oltre le due ore settimanali previste ufficialmente per il laboratorio.

FOTO DI SCENA - MAX FOTOVIDEO ( ZERO BRANCO )

SCENEGGIATURA COMPLETA

LOCANDINA

DEPLIANT PIEGHEVOLE

LA TRIBUNA DI TREVISO