LA NOIA

La noia che ti prende a poco a poco

Sembra l’unica emozione per riempire questo vuoto.

Il vuoto della stanza, buia e triste, in cui mi trovo

a ragionar, tra me e me, su ciò che è vecchio e ciò che è nuovo.

Vecchio come il senso dell'inutile assoluto

nello svolgere il mio ruolo definito.

Nuovo come il modo di reagire a questo strazio

Del mio tempo "massacrato" da un inutile supplizio.

Sono assente. Non fa niente.

Chiudo gli occhi e

Vado in viaggio con la mente.

Scrivo queste poche righe in rima con impegno.

Mi esercito, con cura, nel disegno.

Alla fine sono esausto, sul distrutto.

Sogno di tornare a casa e di gettarmi sopra il letto.

Poi, di colpo, mi sveglio dal torpore.

Mi riaffiora il buonumore.

Penso a lei, a casa che mi aspetta.

E mi riprendo in fretta.

Penso a quando prenderò il suo viso tra le mani.

A quello che sarà del mio domani.

Penso a quando le dirò: " ti ricordi del metrò?"

Penso alla mia buona sorte

E non temo più la morte.

Penso, in fondo, che il destino di ciascuno

Lo decide solo Uno

Che noi siam solo le pedine

Di una "dama" senza fine,

dove perde di sicuro

chi il futuro vede scuro

e vince solamente

chi agisce con il cuore...

ed esercita la mente.

 

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