LA NOTTE DELL'OLOCAUSTO

laboratorio teatrale-multimediale

anno 2002

 

Questa rappresentazione è il risultato di una attività didattica pluriennale svolta in collaborazione con la collega prof.ssa G.De Stales.
Un esperimento di teatro della "realtà", un progetto di percorso teatrale- multimediale.Un viaggio nella Storia attraverso i diversi linguaggi della comunicazione ( teatro-cinema-fotografia-musica )
Con pochi mezzi tecnici ma con molte idee siamo riusciti a sperimentare che si può raccontare la drammaticità degli eventi storici attraverso l’uso integrato di diversi linguaggi espressivi.La Notte dell’Olocausto è una rappresentazione teatrale-multimediale ispirata al libro di Elie Wiesel ( La Nuit ) che racconta dell’esperienza personale dell’autore nei campi di sterminio nazista.
Si compone di XXII quadri e altrettante scene costituite da fotografie di grandi dimensioni poste su un grande pannello girevole, che ruota ad ogni cambio di scena.
( le foto sono tutte originali e riprese dai siti specializzati su Internet ).
Il racconto autobiografico di Wiesel, interpretato dagli alunni di un gruppo misto di terza media, si sviluppa attraverso la recitazione, le registrazioni e i filmati originali scelti per integrare e approfondire il racconto e la storia degli avvenimenti di quell’epoca cosi drammatica.
La scelta degli insegnanti, di Lettere e di Educazione Artistica di affrontare un tema cosi impegnativo, è stata premiata dalla serietà con cui gli alunni hanno affrontato il difficile lavoro di interpretare ruoli psicologicamente complessi e tematiche così tragiche.
Si è scelto di non mettere a confronto la realtà drammatica della Storia con quella ricostruita dalla finzione scenica, privilegiando le fotografie e i filmati come testimonianza concreta di ciò che è accaduto e lasciando alla scena teatrale il racconto della vicenda personale di Wiesel.
L’esperimento teatrale - multimediale di quest’anno segue altri precedenti affrontati dagli stessi insegnanti e approfondisce il tema della multimedialità come nuova forma di linguaggio espressivo e creativo nella scuola e nel teatro.
Il pannello su cui sono montate le fotografie che cambiano ad ogni quadro, lascia a volte il posto ad un grande schermo video che fa entrare in scena le immagini reali e i documenti più crudi, così come il parlato lascia alla registrazione delle voci e dei rumori il ruolo di interpretare i sogni, le preoccupazioni, i pensieri dei personaggi.
Una rappresentazione che non vuole essere uno “spettacolo” ma un invito alla riflessione e al ricordo fatto di documenti reali e di testimonianze umane drammatiche.
Un modo per trasferire ai ragazzi la consapevolezza della tragedia della guerra e la percezione precisa dell’aberrazione dell’ideologia nazista e di tutte le ideologie totalitarie.
Un lavoro che i ragazzi e i loro insegnanti hanno dedicato a tutte le vittime dell’Olocausto.