Nel corso dell’anno scolastico 2003/2004 ho proposto l’attività di recupero interdisciplinare finalizzata alla ricerca di una nuova didattica dell’integrazione presentando un progetto per e con gli alunni extracomunitari , nell’ambito delle due unità di insegnamento disponibili per un certo periodo dell’anno ( 40 in tutto ).
Il progetto, approvato dal Collegio, prevedeva la creazione di una rappresentazione “multimediale” finalizzata ad una più approfondita conoscenza delle culture di provenienza dei ragazzi stranieri.
Partendo dalla mia personale esperienza , formata attraverso molti anni di attività nel campo della ricerca audiovisuale applicata alla didattica , ho suggerito inizialmente agli alunni un percorso di ricerca nel proprio ambito familiare, dal quale siamo partiti per progettare e realizzare una rappresentazione che, attraverso le immagini, la musica, la poesia, il teatro, la pittura, la Storia ecc, offrisse a ciascuno di illustrare sinteticamente la propria nazione di origine e il proprio background culturale.
Una ricerca che ha coinvolto anche i genitori dei ragazzi, destinatari anch’essi del progetto con l’obiettivo di un coinvolgimento totale della famiglia in un percorso, a volte, privato ma mai invadente.
Con questi presupposti sono dunque arrivate, da parte dei ragazzi, le proposte , le foto, la documentazione, le informazioni, le storie che ciascuno di loro poteva portare come proprio contributo e dalle quali è nato un percorso più definito dello “spettacolo” da realizzare.
Ognuno ha costruito un proprio soggetto da proporre al “pubblico” fatto di immagini o racconti personali ma anche di musiche tradizionali e di atmosfere che ho potuto, con loro, montare in una serie di filmati diversi per ognuno di loro ma legati da un unico filo logico e metodologico.
Ogni filmato ha proposto l’immagine e i suoni del Paese di provenienza, ha indicato alcuni aspetti caratteristici dei luoghi e delle culture, ha parlato delle vicende familiari cercando di trasmettere alla potenziale platea di spettatori un effetto organico e ben amalgamato di conoscenza e di condivisione dei sentimenti, oltre che di informazioni.
Il prodotto finito ha addirittura superato le mie personali aspettative con un riscontro davvero entusiasmante per i ragazzi e anche per me che ho potuto verificare la correttezza e l’utilità dalla mia impostazione metodologica, con il risultato di vedere pienamente raggiunti tutti gli obiettivi che avevo prefissato.
La rappresentazione “multimediale” che abbiamo proposto, in due diverse esecuzioni, la mattina dell’ultimo giorno di scuola ha dato ai ragazzi, a me e anche al pubblico che ha avuto l’occasione di assistervi, una grande sensazione di gioia e di commozione per la bravura dei protagonisti, per il loro rigore e per l’entusiasmo che hanno ricevuto e dato al pubblico dei loro compagni.
Per tutto ciò che questi ragazzi sono stati in grado di comunicare nel breve spazio della loro esibizione
Un generale apprezzamento, lo dico con soddisfazione e anche con un certo rammarico per coloro che non hanno potuto assistere alla rappresentazione, ha accompagnato la conclusione di questo lavoro che ho condotto da solo ma con l’indispensabile collaborazione del prof. Basso al quale va tutta la mia sincera e affettuosa gratitudine.

Il lavoro è stato rappresentato nell’arco di circa un’ora:
I ragazzi macedoni ( Agim e Vebija ) hanno parlato del matrimonio tradizionale del loro paese e hanno ballato un ballo tipico che ha coinvolto immediatamente il pubblico che non aveva mai visto questi ragazzi sotto una luce così accattivante e gioiosa.


Ha proseguito Christangela ( nigeriana ) con un racconto del suo paese e una sfilata dei vestiti tipici nigeriani indossati dalle sue compagne che hanno danzato con lei.


Poi è arrivato sul palco Santiago (colombiano) che ha illustrato anch’egli i luoghi e le caratteristiche del suo paese cantando una canzoncina in abito tradizionale.

Poi Benita ( macedone ) ha raccontato e recitato una poesia in lingua originale con traduzione simultanea a video e con le musiche del suo paese.


Quindi è stata la volta di Ioana ( rumena ) che ha illustrato una ricca serie di foto di questo paese lontano e raccontato la storia/leggenda di Dracula il vampiro.


Infine la bella sequenza di Meryem ( marocchina) che ha parlato del Marocco dandone una immagine poetica e suggestiva, parlando anche della cucina tradizionale e chiudendo la rappresentazione con una “danza del ventre” che ha entusiasmato e commosso tutti i presenti

Il pubblico di ragazzi, insegnanti e genitori ha, credo, recepito lo scopo principale di questo lavoro didattico: quello di dare ai ragazzi extracomunitari la possibilità di essere conosciuti ed apprezzati, dunque bene integrati, per quello che loro sono e per ciò che di bello possono portare nel nostro paese e nella nostra cultura, senza pregiudizi e senza intolleranze.


Un successo che hanno meritato per il loro impegno e per la bravura con cui hanno eseguito i loro interventi, meritandosi gli applausi fragorosi alla fine delle due ( faticose ) rappresentazioni...

...e la cena di ringraziamento.

A questi ragazzi, che ho imparato a conoscere e ad apprezzare e che mi hanno insegnato molte cose, dedico questa pagina e il mio ringraziamento affettuoso.

Maurizio Zenga

Giugno 2004