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Questa
locandina introduce alla mostra dei lavori in cartapesta prodotti nel
laboratorio didattico 1998/1999. La mostra raccoglieva soprattutto oggetti
realizzati dagli alunni di una terza con il sistema dello "stampo",
con la possibilità cioè di poter riprodurre il manufatto
più volte.Qui
di seguito ho sintetizzato le diverse fasi del lavoro seguito durante
il laboratorio svoltosi dall'ottobre del 1998 al mese di Maggio 1999.
(
clicca sulla foto per ingrandirla )
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In queste
due foto si può vedere l'interno del capannone dei maestri Politi
presso il quale si è svolto lo stage di formazione di due giorni.
Lo spazio ridotto del capannone dove si realizzano i carri del carnevale
di Viareggio contiene, incredibilmente, un carro di dimensioni enormi
che viene progettato e costruito nell'arco di un anno... |
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In questa immagine Federica
e Simone Politi ci illustrano l'arte della cartapesta e la tecnica di
realizzazione di una grande forma ( un volto ) ottenuta con il sistema
dello "stampo"... |
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Dopo l'esperienza fatta
a Viareggio, presso i grandi cantieri del Carnevale, i ragazzi sono
stati in grado di realizzare da soli delle forme di discreta dimensione
( come questo pesce...). Questa è la fase della modellazione
in creta. Essendo la forma molto voluminosa, si applica la creta su
una struttura di carta, cartone, legno e filo di ferro. |
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La stessa forma in creta
viene poi coperta da un grosso strato di gesso che viene colato in modo
uniforme, appena impastato, in modo da non formare bolle che potrebbero
spaccare lo stampo una volta indurito. |
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L'operazione di colatura
del gesso è piuttosto impegnativa e richiede attenzione e cura
nella stesura dell'impasto sulla forma ma è anche molto divertente,
soprattutto se eseguita all'esterno, tutti insieme...Come rinforzo dello
stampo si usano anche una rete metallica e degli stracci che, incastrati
nel gesso indurito, gli danno una forte resistenza agli urti. |
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L'inconveniente più
evidente però è che queste forme pesano moltissimo e, una
volta utilizzate per realizzare il soggetto in cartapesta, non si sa più
dove metterle... A Viareggio hanno risolto il problema di ciò che
avanza ( una montagna di materiale ) buttando via dei veri capolavori...Solo
una piccola parte di quanto di realizza in occasione del Carnevale viene
conservato per il riutilizzo o esposto nel Museo del Carnevale... |
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La fase più divertente
di tutto il lavoro di costruzione di una forma in cartapesta è
proprio quella della applicazione della carta. Asciugatosi il gesso,
lo stampo si svuota e si pulisce ( la creta si riutilizza...) e quindi
si riveste, nella parte interna, di strati successivi di carta di giornali
impastata con colla...Tre, quattro, cinque strati applicati bene restituiscono
un duplicato perfetto del modello in creta. |
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Molto importante
è la pulizia dello stampo la sua verniciatura con una sostanza
che consenta di staccare poi la carta asciugata, senza strapparla...Così
come è importante non incollare il primo strato ( solo acqua )
e applicare con cura tutti i successivi strati con la colla in modo da
ottenere uno spessore uniforme della cartapesta. Va benissimo la colla
da parati o la Vinavil.Una volta asciugata la carta , si stacca il "positivo"
in cartapesta dal "negativo" in gesso e si vernicia... |
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Il prodotto finito è
certamente resistente agli urti e a qualsiasi manipolazione, se trattato
con apposita vernice può essere anche resistente all'acqua...Il
nostro pesce è stato donato alla Fondazione Carnevale di Viareggio
e oggi fa parte dei materiali esposti nel nuovo museo del Carnevale.
Una bella soddisfazione...
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Con apposita struttura di
sostegno si può costruire forme anche autonome e a "tutto
tondo", nel senso che possono stare in piedi da sole e costituire
oggetti ornamentali interessanti...Come questo "pennuto" non
ben identificato che fa bella mostra di sè nella mia scuola e il
cui corpo è stato realizzato con l'utilizzo di un palloncino gonfiabile,
due rotoli di scottex e un pò di cartone... |